L'estate non è ancora finita, ed io ho ancora tante cose da raccontarvi delle mie vacanze in Provenza, fra sagre e feste di paese.
Oggi vi porto alla Fête du Pois chiche (sagra dei ceci), ad Arpaillargues, un piccolo villaggio in Languedoc-Roussillon.
Dovete sapere che Maman, che ha gusti strani, adora i ceci: gustosi e proteici, dice lei, e ci costringe a mangiarli almeno una volta a settimana. Beh, sempre meglio dei cavolfiori, o degli spinaci. Se volete magari uno di questi giorni vi scrivo la sua ricetta di hummus.
Comunque, capirete che questa sagra era imperdibile, perché Gioiuzza pensava di trovare i suoi amati ceci cucinati in mille modi diversi. Invece no: a parte uno stand di falafel (sempre apprezzati), niente ceci, ma solo diverse sezioni dedicate alla coltivazione e dalla storia di questo celebre legume.
Per fortuna, c'erano la guinguette e un concerto dal vivo, e si ballava. E c'era anche uno stand di dolci fatti in casa, e lo zucchero filato, che noi lo chiamiamo barbapapa.
Ma adesso smetto di parlare, e vi lascio guardare le foto. Coucou!
Nelle vetrine dei negozi si affacciano già le collezioni autunnali. Ma la vostra Mini quest'anno ha accumulato un ritardo mostruoso, e non vi ha neanche fatto vedere il bottino dei saldi estivi.
Anche se devo dirvi che qui a Parigi l'estate non è mai arrivata, ed è autunno da circa tre mesi. Quindi io e Maman abbiamo agito "con metodo", come dice lei, comprando dei vestiti che potrò mettere anche in autunno. Il che significa, considerato quello che vi dicevo a proposito del tempo a Parigi, che ho iniziato a indossarli subito.
Vi piacciono? Li ho comprati tutti da Mango, dove in realtà eravamo entrate per fare qualche acquisto per Maman. Ma, delusa dai tessuti e dai tagli dei vestiti (ogni anno ai saldi Maman diventa sempre più spartana, ma questa è un'altra storia, magari ve ne riparlo), a Maman non è rimasta altra alternativa che gettarsi sul reparto Kids. Che si è rivelato una vera miniera d'oro.
Tanto che abbiamo già pronta una nostra piccolissima wish-list per l'autunno-inverno. Che ne dite?
Vi aspetto domani per farvi vedere i miei acquisti indossati e parlarvi delle mie vacanze in Provenza.
A Paris, dove abito, piove ormai da quindici giorni, e sembra proprio autunno.
In attesa che venga il bel tempo, mi crogiolo nel ricordo delle mie ultime vacanze in Provenza dai Nonni.
Oggi vi porto alla "fête champêtre" alla valle dell'Eure: è da qui che nel I secolo d.C., i Romani canalizzavano l'acqua per alimentare la città di Nîmes attraverso l'acquedotto del Pont du Gard. Ma del Pont du Gard magari vi parlo la prossima volta.
Al programma della festa campestre, pic-nic e animazioni per grandi e piccini: musica, balli, spettacolo di dressage delle oche e dei cani e diversi stands per gustare les produits du terroir, i prodotti locali.
E quale migliore occasione di una festa campestre per indossare il vestito viola che vi avevo mostrato nel mio ultimo post?
Se siete ancora in città, e le sagre di paese e le atmosfere campestri vi fanno evadere dalla routine in attesa di partire in vacanza, allora tornate a trovarmi presto. La prossima volta vi porto ad Arpaillargues alla fête du pois chiche, la sagra dei ceci.
Minichic indossa: vestito Monoprix
Di corsa, solo per farvi vedere "belle robe", il mio bel vestitino viola.
Di corsa perché mi sto godendo delle interminabili vacanze, prima in Provenza e adesso in Sicilia.
E voi, programmi per le vacanze?
Vestito Monoprix
Oggi voglio farvi vedere le foto del mio compleanno, che ho festeggiato a casa della zia Sophie in Provenza.
Ormai sono grande, già tre anni. Ditelo voi a Maman che deve smetterla di chiamarmi bébé, ormai sono una petite fille.
In programma, merenda e tanti giochi con le mie amichette. Bolle di sapone, vestiti da principesse (io ho deciso di indossare il mio tutù da ballerina) e un atelier coloriage su una cabane in cartone comprata dalla zia Sophie per l'occasione.
E naturalmente non potevano mancare loro, i miei adorati Mini Poney. Dovete sapere infatti che, da qualche mese, incoraggiata dalla mia Gioiuzza che li trova a-do-ra-bi-li, nutro una passione sviscerata per questi piccoli poneys. La mia collezione si avvia a diventare una delle più fornite di Paris.
Per concludere, vi lascio con una foto in cui si vede che ormai sono veramente cresciuta. Gli amici di Maman TUTTI dicono che in questa foto sono uguale uguale alla mia Maman. Voi che ne dite?
Che altro dire? solo BUON COMPLEANNO MISS R!
Minichic indossa tutù H&M
Oggi voglio farvi vedere alcune new entries nel mio armadio. Come potete facilmente dedurre dal colore, ho scelto tutto io. Maman infatti non ama il rosa. In realtà Maman odia tutti i colori pastello, tranne il giallo lime, e il lilla.
Però, vi confido un segreto, il lilla le sta malissimo. Un po' di tempo fa Maman era in giro per negozi con la zia Viviana, la maman del mio amichetto Pulce. Avendo adocchiato su uno scaffalo una t-shirt lilla, l'ha afferrata e subito l'ha accostata al viso, girandosi per chiedere un parere sincero della zia Viviana. Che si è sinceramente espressa con un sincerissimo quanto spontaneo beurk. Ma cosa pensava Maman, che improvvisamente il lilla potesse starle d'incanto? Magari credeva di fare pendant con quelle sue occhiaie che le arrivano alle ginocchia (io non vi ho detto nulla, eh…).
A me invece il lilla sta veramente bene, e anche il rosa.
E voi, qual è il vostro colore preferito?
Stasera voglio portarvi a cena nel mio ristorante giapponese preferito, dove vado quasi tutte le domeniche. Per noi parigini infatti mangiare dal jap, come lo chiamiamo familiarmente, è un'abitudine molto diffusa, un po' come andare in pizzeria per gli italiani. E anche i prezzi (diversamente dall'Italia dove spesso i ristoranti di sushi sono esosi) sono "popolari", proprio come una pizza in Italia. Che poi invece le pizze a Paris sono carissime, vai un po' a capire perché.
Allora, entriamo?
Mentre sorseggio l'aperitivo al mango gentilmente offerto dalla casa e sgranocchio edamane (una sorta di fagioli di soia che vengono serviti con l'aperitivo), consultiamo il menu.
Gioiuzza prende il suo solito menu chirashi : dapprima sono servite la zuppa e l'insalata di cavolo, e poi il chirashi, che Maman sceglie di salmone.
Papà invece decide di lanciarsi, e sceglie una formule à volonté, così possiamo assaggiare un po' di tutto.
Ecco i classici maki.
Ed eccomi alle prese con i temaki. Come potete vedere, non ho bisogno delle bacchette, io.
Continuiamo con i gyoza (ravioli di maiale al vapore), e con le brochettes, nell'ordine carne, funghi e zucchine. Si si vi giuro che quelli al centro sono proprio funghi, funghi giapponesi forse?
Dopo diversi piatti che sono sfuggiti all'implacabile macchina fotografia di Gioiuzza, battuta in velocità dalle mascelle di Papà, passiamo finalmente al dolce. Litchi e una sorta di torrone morbido al sesamo (che poi sarebbe cinese, infatti noi lo chiamiamo nougat chinois) per il quale Gioiuzza esce letteralmente pazza.
E per finire, alcune foto del locale, e della cerimonia dei saluti fra me e il mio amico Maneki Neko (letteralmente "gatto che chiama", una scultura giapponese a forma di gatto che si ritiene porti fortuna e prosperità al proprietario).
PS) questo post è specialmente dedicato alla mia Nonna, che adora la cucina giapponese. Ciao Nonna, bisou.
Sachiko, 2 rue d'Hauteville, Paris X