lundi 27 mai 2013

Playground Love

Oggi vi porto alle Buttes Chaumont, un parco la cui collina (butte, appunto) che sovrasta Parigi offre una vista mozzafiato sulla nostra capitale. E ne approfitto anche per farvi vedere indossata la combinaison Bensimon per Monoprix di cui vi avevo già parlato qui.
Alle Buttes, come le chiamano familiarmente i parigini, troverete proprio tutto: prati verdi, un laghetto con la sua isola, una grotta e perfino diversi ponti, fra cui uno detto il ponte "des Suicidés".




No, vi rassicuro, non salto giù, nessuna intenzione nera, e non sono neanche entrata nel tunnel di un alcolismo precoce, come potreste credere vedendo le foto. Ehi, Gioiuzza, ma dove le hai nascoste tutte le bottiglie di vino che erano a casa? ;-)





E il titolo del post allora? suvvia, non siate sospettosi! è solo una coincidenza, un clin d'oeil alla magnifica fotografia di Edward Lachman per il film di Sofia Coppola e all'altrettanto magnifica colonna sonora degli Air.
Playground Love, Air

jeudi 23 mai 2013

Le Bastringue

Sopravvissuta allo choc termico dei trenta gradi ateniesi, eccomi con un post "bonnes adresses" in una Parigi purtroppo autunnale. 
Oggi vi parlo del Bastringue, sul Canale dell'Ourcq.
In argot (una sorta di dialetto) erano detti bastringues i balli popolari della Parigi d'antan, e il nome già è un avant-goût dell'atmosfera che si respira in questa brasserie di quartiere.
Ecco alcune immagini.





Il menu è semplice ma allettante, con una formule entrée+plat o plat+dessert ad un prezzo assolutamente light per Paris, che è una delle città più care d'Europa. 
Riuscite ad indovinare cosa abbiamo scelto?



Un'insalata greca rivisitata per Gioiuzza, sluuuurp, la feta calda, i peperoni e i pomodorini secchi, una vera delizia.



Chéri, che da buon francese è assolutamente carnivoro, nonostante Gioiuzza gli ripeta fino alla nausea che ogni boccone ingerito è un attentato alla salute del suo fegato e del pianeta, ha scelto la tartare de boeuf, servita con frites e insalata.
Io, che come sapete amo le frites (qui e qui), mi sono accontentata di piluccare dal suo piatto, dopo un buon biberon di latte. Gradite anche voi una frite? 





Arrivati al momento del dessert, menzione speciale per il crumble poires e chocolat di Maman: enorme, si scioglieva in bocca, e con un buon profumo di cannella e d'infanzia.
Un dessert regressivo, come potrebbero farlo le nonne. 
Beh, le vostre di nonne, quelle che sanno cucinare insomma; perché la Casse-noisette Grand-mère sa fare solo i panini imbottiti, e lo stesso vale per Bettie, la nonna di Gioiuzza, che poi sarebbe mon arrière grand-mère,  la mia bisnonna.



Spazzolato il dessert fino all'ultima briciola, dopo aver leccato con il dito i ghirigori di cioccolato fuso, decidiamo di restare ancora un po'. 
Fuori piove e noi assaporiamo la lentezza di questa domenica parigina che sa d'autunno e di foglie morte. Chéri legge Libé, Gioiuzza approfitta del Wi-Fi gratuito per dare un'occhiata ai suoi soliti siti di moda , e io, cosa posso fare?
Mmmm, vediamo un po', e se facessi un bel disegno? 
Ve ne siete accorti? sono mancina anche io, proprio come Maman.



Easy Jet? ahi ahi ahi

Eccomi tornata, con tante cose da raccontarvi e mille foto da farvi vedere.
Atene è bellissima, gli Ateniesi sono simpatici e cordiali, c'era un tempo magnifico e sull'Acropoli ho raccolto tanti bei ciottolini. Ma di tutto ciò vi parlerò più tardi, quindi continuate a leggermi.
Unico neo di questa vacanza quasi perfetta: il viaggio, anzi la compagnia aerea.
Abbiamo scelto di volare con Easy Jet per una questione di organizzazione e di orari: Maman e io siamo partite da Paris CdG alla volta di Milano Malpensa, dove ci siamo incontrate con la Nonna e Fulvione, e da lì abbiamo proseguito tutti insieme per Atene. Al ritorno, abbiamo fatto di nuovo scalo a Milano Malpensa.
Fin qui tutto bene, aerei puntuali, anzi spesso addirittura in anticipo, visto che i vettori Easy Jet fanno avanti e indietro come delle navette, e quando stai in fila aspettando di salire sull'aereo vedi i passeggeri del volo precedente che sbarcano. 
Allora dove sta il problema, vi chiederete. Il problema è che l'assistenza Easy Jet è assolutamente inesistente. 
Un ritardo annunciato e poi improvvisamente rientrato? Un cambio di gate all'ultimo momento? sono problemi tuoi, visto che la compagnia non si premura neanche di fare un annuncio in aeroporto.
Sarà perché ormai Easy Jet ha quasi il monopolio, e se ti va bene è così altrimenti sono cavoli tuoi, o forse perché per fare un annuncio ci vuole del personale, e questa compagnia ha ridotto il personale ai minimi termini. Si, proprio così, da qualche settimana anche il check in è elettronico, si fa su Internet, con buona pace dell'ex personale di terra che vive ormai, nella migliore delle ipotesi, dei sussidi di disoccupazione.
E a Gioiuzza queste cose la mandano in bestia, come la fila veloce al supermercato, dove la cassiera è sostituita da una cassa automatica.
Ma, per tornare a Easy Jet, al minimo problema non hai nessuno di fronte, no, neanche un call-center, il tuo unico interlocutore è un computer. Si vocifera dell'esistenza di un ufficio Easy Jet a Malpensa, che è inaccessibile peggio della torre di Raperonzolo. E poi chissà, se c'è veramente qualcuno dentro, o solo un enorme server.
Insomma, macchine e non esseri umani. E forse dovremmo chiederci se ne vale la pena, per risparmiare una manciata di euro, o di minuti.
Ma qui il discorso potrebbe diventare troppo complicato, in fondo io sono ancora una bambina, no? 
Allora concludo solo dicendovi (ve la ricordate quella vecchia pubblicità di un famoso tour operator?): Easy Jet? ahi ahi ahi!

vendredi 10 mai 2013

Chiuso per ferie

Probabilmente quando leggerete questo post sarò già in aereo, in partenza per una breve vacanza.
Non potrò leggervi in questi giorni, ma vi prometto che tornerò prestissimo, anzi prima.
Vi auguro un buon week-end, a presto,
la vostra Mini



jeudi 9 mai 2013

Rock is not dead (+bonus Keith Haring)

Come vi avevo promesso, eccomi qui con un post dedicato al look.
Mi sono vestita così per andare al 104 con Gioiuzza e Chéri per vedere la mostra di Keith Haring, The Political Line/Grands Formats.


Vedete quella corda che circonda The Dancing Dog, la famosa scultura? mi sono divertita tanto a saltare dentro e fuori, finché non è arrivato il vigile della Security, e Gioiuzza si è vergognata e si è allontanata con nonchalance, facendo finta di non conoscermi. E allora sapete cosa ho fatto io? sono corsa verso di lei, e afferrando le sue ginocchia (si, le mie braccia le arrivano più o meno alle ginocchia, ma crescerò) ho urlato forte: Maman!



Così, seguiti dall'occhio vigile del vigile, appunto, ci siamo recati nelle sale adiacenti a vedere l'opera in grande formato intitolata "I dieci comandamenti", dieci tele di ben sette metri di altezza, nelle quali l'ispirazione biblica è rivisitata dallo spirito sovversivo dell'artista.










Nonostante l'avvertimento all'entrata della mostra sulla possibilità di urtare la sensibilità di un certo tipo di pubblico a causa dei contenuti politici, io ho trovato queste tele veramente cool e colorate. 
E voi che ne dite?

Minichic indossa: t-shirt 3pommes, jeans Benetton, derbies Monoprix

Born to be wild

Questo post potrebbe intitolarsi anche "la profezia autorealizzante". 
Maman infatti ha comprato questa maglietta quando ero ancora in fasce, con l'intenzione di metterla da parte per quando fossi un po' cresciuta. 
Naturalmente non poteva immaginare che sarei diventata una vera selvaggia, una bad girl, e che la profezia della t-shirt si sarebbe pienamente realizzata.
Vi do appuntamento ad oggi pomeriggio per farvi vedere il look completo, vi assicuro che di faccia questa t-shirt ci riserva ruggenti sorprese. 
A toute à l'heure.



Ps) no, non preoccupatevi per Mickey, è vero che si è violentemente schiantato contro il muro, ma adesso sta bene.

Minichic indossa: t-shirt 3pommes

mercredi 8 mai 2013

24h a Amsterdam, prima parte

Pronti per visitare Amsterdam? si parte!
Per questa volta niente museo Van Gogh, che magari ci siete già stati, né visita della casa di Anna Frank... ehi Gioiuzza, ti ho sentita sai, che hai tirato un sospiro di sollievo.
Scegliamo invece di trascorrere una giornata all'insegna del relax, e passeggiamo tranquillamente lungo i pittoreschi canali della città: Amsterdam infatti è costruita su una rete di canali lunga più di 100 km.
Vedete quella casa storta? è lì dal 1695, anche se sembrerebbe che stia per colare a picco da un momento all'altro, e al suo interno si trova un pub, lo Sluyswatch.



Fermiamoci per fare (o rifare, nel caso di Maman) colazione in uno dei tanti deliziosi locali del quartiere Jordaan. Un koffie verkeerd, un caffè macchiato, e uno (o diversi, sempre nel caso di Maman) dei tipici dolcetti alla cannella o qualche poffertjes, le tradizionali crêpes olandesi servite con burro, zucchero a velo o sciroppo d'acero.


Di nuovo in marcia, attraversiamo la centralissima Piazza Dam, la piazza principale, sulla quale si affaccia il Palazzo Reale, e proseguiamo verso il Bloemenmarkt, il coloratissimo mercato dei fiori, composto da una serie di barconi che galleggiano sul canale Singel. 




Stanchi? allora facciamo una piccola pausa per pranzare, magari a base di pannenkoeken, e ci rivediamo di pomeriggio per continuare la nostra visita.