samedi 9 mars 2013

Verde prato e giungla urbana

Restiamo in Provenza, ho ancora qualche foto da mostrarvi prima di tornare a Paris per lo shopping del week end.
Come vi avevo detto nel post precedente, da brava bimba mantengo le mie promesse e porto a passeggio Médor, mentre mi diverto a raccogliere le ultime castagne autunnali.
Avete visto come sono verdi i prati in Provenza? 




Ecco Médor stremato dopo aver corso nei prati, ed ecco gli stivali di Gioiuzza. Si, lo so che non c'entrano niente, ma che ci volete fare, anche lei ogni tanto vuole il suo spazio.



Questi stivali (modello Mexico di André) hanno una storia, se volete ve la racconto. Vi raccomando però, animi sensibili non continuate la lettura, perché alcune scene potrebbero turbarvi.
Dovete sapere che Gioiuzza l'inverno scorso ha cercato invano questi stivali, arrivando perfino a telefonare, lista alla mano, a tutti i negozi André di Francia. 
Ormai arrivato il periodo degli sconti, si era (quasi) rassegnata e consolata con altri due paia di scarpe, un paio di ankle zepputi e frangiati non in saldo e un paio di derbies a paillettes dorate. 
Nonostante tutto, aveva passato una pessima estate, rimpiangendo questi stivali.
Però la speranza quando si ama è l'ultima a morire, e quindi Gioiuzza si recava periodicamente (quasi tutti i giorni) nel negozio Andrè vicino casa, che vanta nel retro un corner stock con le rimanenze degli anni passati. 
Finché un giorno la fortuna le sorride, e cosa vede nel reparto dei 38? questo paio di stivali Mexico.
Gioiuzza si avvicina per assicurarsene, pensando che si tratti di un'allucinazione, come un assetato nel deserto, ma il miraggio è ben lì, reale.
Però Gioiuzza non è la sola, un'altra persona si avvicina all'oasi agognata con espressione avida, e punta dritto verso gli stivali di Gioiuzza (si perché Gioiuzza li considera già suoi).
Gioiuzza e il nemico si scrutano, a distanza, aspettando il momento buono per agire. Gioiuzza fa un passo verso lo scaffale, il nemico tende la mano.
Con mossa repentina, Gioiuzza afferra la (pesante) scatola degli stivali e la butta sul passeggino. Si, perché il nemico non avrà mica il fegato di togliere il bottino dalle mani di una bimba innocente? 
In fondo non si dice che "en amour comme à la guerre, tous les coups sont permis"? e questo è stato veramente un colpo (di scatola).
Nel frattempo, il nemico ghermisce la scatola accanto a quella degli stivali, un paio di derbies rosse e dorate che neanche Wonder Woman...
Gioiuzza e il nemico si guardano rassicurate, non hanno più nulla da temere l'una dall'altra, mentre io cerco di respirare da sotto la scatola degli stivali.
Eh si, mi ha detto Gioiuzza andando alla cassa, è duro ma lei mi insegnerà tutto, la vita è una giungla e queste sono ordinarie scene di guerriglia urbana.

Minichic indossa: sweat H&M, t-shirt e shorts Monoprix, collant Du pareil au même, scarpe H&M
Gioiuzza indossa: stivali André modello Mexico

Médor

Vi ho già presnetato il mio cane Médor? No?
Si, perché dovete sapere che tutti in famiglia hanno un cane, ad esempio i nonni hanno Thelma, lo zio Joey e la Casse-noisette Grand-mère hanno Pablo etc... 
Io invece ho Nairi, ma è un gatto, e cosi ho detto che volevo anche un bau, e guardate la nonna Denise che sorpresa mi ha fatto. 
Naturalmente ho promesso di occuparmene bene e portarlo spesso a passeggio. 
Però ho come l'impressione che c'è qualcosa che non quadra, e che "je me suis faite avoir" (prendere in giro, ndr), ma non so perché, devo cercare di capirlo. Voi che dite?


Minichic passeggia: cane Fisher Price

mercredi 6 mars 2013

Et nous avons des nuits...

Et nous avons des nuits plus belles que vos jours (Jean Racine, Lettres d'Uzès)

Come vi dicevo, spesso andiamo dai nonni in Provenza.
Maman quando lavorava diceva sempre che il suo sogno era di cambiare vita e trasferirsi a fare marmellate in Provenza. Adesso che ha smesso di lavorare, siamo ancora a Paris, Gioiuzza mica diceva sul serio, ma va bene anche così, in fondo sono solo tre ore di treno. 
La stagione che preferisco in Provenza è l'autunno. 
Beh, in realtà mi piace anche l'inverno perché c'è Natale, la primavera perché l'aria è zuccherina e profumata di fiori, e l'estate, perché a luglio andiamo al festival del teatro di Avignon.
Però l'autunno ha un fascino un po' segreto, intimo, e bisogna saperlo ascoltare. L'autunno è pomeriggio di velluto dall'odore di muschio.
Una passeggiata nei boschi, un giro in paese, c'è poca gente per strada.



Andare alla vecchia boulangerie in piazza per comprare la galette per il thè delle cinque, Gioiuzza la mangerà lasciando nel piatto tutti i canditi.
Leggere un libro sul divano... ci avete creduto eh? è di Gioiuzza il libro, io non so ancora leggere!
Perfetti pomeriggi d'autunno.




lundi 4 mars 2013

Portrait

Di fretta, vi lascio una foto che Maman ama particolarmente. Scattata in Provenza durante le vacanze di Natale, Gioiuzza adora questa luce.
Spero di tornare presto, ma purtroppo non ho per il momento delle foto nuove da mostrarvi, perché Maman ha dimenticato il caricabatterie della macchina fotografica in Italia. Così siamo costrette ad aspettare che Amazon ci consegni quello nuovo. Un duro colpo per Gioiuzza. Signor Amazon ti prego fai in frettissima. 
Nel frattempo, ne approfitto per andare in giro e fare shopping, ho voglia di giallo limone e di blu elettrico questa primavera.
A presto,
la vostra Mini

dimanche 3 mars 2013

Dublino City Guide-Irish breakfast

Oggi voglio farvi vedere cosa ho mangiato a Dublino.
Non aspettatevi foto del tradizionale stufato di carne, l'irish stew, perché Gioiuzza è vegetariana. 
Magari ci soffermiano sulla colazione, che secondo Gioiuzza è il pasto fondamentale della giornata e va arrosato con almeno un litro di thè, gusto russo o se proprio va male earl grey, Giouzza è una gran rompi in fatto di thè.
Questo è il tradizionale Irish breakfast (naturalmente non mangiando Gioiuzza carne, la foto è stata fatta al piatto del vicino, perché i pudding, quei cosi tondi accanto alle salsicce, sono fatti di carne e sangue bleah).



Altro piatto tipico (noi lo abbiamo mangiato a colazione, ma va benissimo anche all'ora del thè) sono gli scones, ottimi con burro e marmellata. Vi consiglio quelli del Keoghs Café in Trinity Street, sono enormi.







Qui mi vedete alle prese con la marmellata, guardate, mangio da solo con il cucchiaino!



Per il resto nulla da segnalare, tranne i boxty di cui vi ho già parlato, e le solite cupcakes, che prima se ti veniva voglia dovevi prendere un eurostar direzione la cara vecchia Londra e adesso invece impazzano dovunque. Anche se certo non sono male, anzi... e poi vuoi mettere quelle con la decorazione di Halloween?



Infine per terminare un giro al supermercato, imperdibile secondo Gioiuzza.
Vi state leccando i baffi? la prossima volta vi farò gustare feta, olive e lokoum, fra due settimane io e Gioiuzza andiamo ad Atene.





samedi 2 mars 2013

Ciao Nonna

Vi ho già parlato della Nonna, detta la Casse-noisette Grand-mère, e certo non per il suo talento di ballerina.
Adesso ve la faccio vedere. Queste siamo io e lei l'anno scorso (ero piccolina, avevo da poco compiuto un anno), sedute ad un tavolino del Café de la Poste in rue du Faubourg Saint Denis.
Beh, questa volta è inutile che cliccate su Café de la Poste, il link non c'è. No, non l'ho dimenticato. Il Café de la Poste è uno dei pochi bar che resiste alla "boboizzazione" del quartiere, e il sito internet non ce l'ha. No, neanche una pagina facebook, niente.
Però il pomeriggio c'è il sole sui tavolini che danno sulla strada, ed è piacevole sorseggiare un perrier menthe. E fanno uno dei migliori couscous di Parigi. 
Ok, se proprio insistete ve lo faccio vedere su Google Maps. Cool, c'è anche la funzione satellite! Ehi ma cos'è quel puntino piccolo piccolo che ride laggiù? ehi, ma sono io... ciao Nonna!






Minichic indossa: cardigan H&M, tuta petit Bateau, sandali Okaidi. Bambola Dino (Contadino) Corolle.

vendredi 1 mars 2013

R come...

Oggi sono stata con Maman e Papa al Centre Pompidou a vedere la mostra Salvador DalÌ.
Mi è piaciuta molto, anche se, se proprio devo essere sincera, mi è piaciuto di più quando Maman mi ha portata al Museo Magritte a Bruxelles, ma questo magari ve lo racconto un'altra volta.
Non ho fatto foto, perché Gioiuzza sostiene che non ha senso fare foto alle mostre, avete presente i turisti che al Louvre sono tutti con il braccio alzato davanti alla Gioconda per cercare di immortalarla e tornano a casa con foto invariabilmente mosse e senza interesse? Ecco, Gioiuzza dice che se voglio delle foto della mostra devo solo andare alla boutique del museo e comprare delle cartoline, che poi si possono sempre riciclare come segnalibri.
Quindi vi dovrete accontentare di questa foto, scattata nello spazio allestito appositamente. Non c'è una certa somiglianza con la famiglia Addams? Io sono sicura che sarei una perfetta Mercoledì.



La mostra era al sesto piano, dal Centre Pompidou si gode uno dei più bei panorami di Paris, così all'uscita Gioiuzza ne ha approfittato per scattare qualche foto.



Poi siamo scesi per andare a vedere l'esposizione De la lettre à l'image dedicata ai bambini (jeune public). C'erano tanti segni, che poi Gioiuzza mi ha detto che sono lettere dell'alfabeto, di tutte le dimensioni, scritte o proiettate sul muro, di cartone, di polisterolo, e ci si poteva giocare e perfino lanciarle. 
Eccomi con una grande R. Perché una R? Perché in the real life non mi chiamo Minichic, ma il mio nome inizia per R. Sapreste indovinare come mi chiamo?